All’interno dei team, il modo in cui le persone collaborano è più importante dell’abilità dei singoli.
Oggi gran parte del lavoro in azienda, nel sociale ed in ambito di ricerca scientifica viene svolto all’interno di gruppi. Per questo la capacità dei team di interagire e di funzionare in maniera efficace diventa un elemento critico per il buon funzionamento delle imprese e della società in generale.
Dall’intelligenza individuale a quella collettiva
Per oltre un secolo gli psicologi hanno cercato di definire e misurare in maniera sistematica l’intelligenza degli individui tanto che oggi esistono dei test che sono in grado di prevedere con una buona approssimazione la capacità delle persone di avere successo in situazioni e contesti differenti.
Solo recentemente, visto il ruolo sempre più importante dei team nella vita aziendale e sociale, gli studiosi hanno cercato di capire se per i gruppi potesse essere individuato, così come per gli individui, un fattore in grado di spiegare l’abilità nello svolgimento di compiti differenti. Ebbene questo fattore è stato identificato e viene definito intelligenza collettiva.
I fattori che influiscono sull’intelligenza collettiva
Nel 2021, un team di studiosi ha condotto una ricerca per cercare di individuare quali siano i fattori che influenzano maggiormente l’intelligenza dei gruppi, sottoponendo oltre 5000 individui organizzati in 1350 gruppi ad un numero significativo di esperimenti di teamworking e problem solving di natura differente.
I fattori testati come previsori dell’intelligenza collettiva hanno a che fare sia con le caratteristiche dei singoli, con la composizione dei gruppi e con i processi di interazione utilizzati.
La percettività sociale, cioè la capacità di capire le sensazioni, i pensieri e i comportamenti degli altri è un fattore che influenza positivamente l’intelligenza collettiva; al contrario una forte differenziazione di età ha un impatto negativo in quanto rappresenta un ostacolo alla collaborazione.
Le abilità dei singoli hanno, come ci aspetteremmo, un impatto positivo mentre i processi di collaborazione sono stati studiati secondo tre criteri:
–la congruenza delle abilità: cioè l’efficacia del gruppo di far coincidere le abilità dei singoli con i compiti svolti per il raggiungimento dell’obiettivo. In sostanza, la bravura nel mettere le persone giuste al posto giusto;
–la strategia: definita come l’abilità nel processo di coordinamento per portare a termine tutte le azioni legate allo svolgimento di un compito;
–lo sforzo: cioè l’ammontare di lavoro complessivo del gruppo calcolato come la somma degli sforzi individuali.
Ebbene gli studiosi hanno riscontrato come la congruenza delle abilità e la strategia siano forti previsori delle performance dei gruppi mentre lo sforzo non abbia invece impatti significativi.
Quali fattori sono più importanti?
Uno dei risultati più interessanti dello studio è stato quello di determinare l’importanza relativa dei vari gruppi di fattori. Ebbene si è riscontrato che i fattori che impattano di più l’intelligenza collettiva sono quelli relativi al processo di collaborazione (congruenza delle abilità, strategia e sforzo) seguiti dall’abilità dei singoli. Hanno un impatto significativamente inferiore invece la dimensione dei team, la percettività sociale e la composizione dei gruppi, analizzata come proporzione di donne e diversità di età (si veda la figura 1 sottostante).

Figura 1: il peso relativo dei fattori che influenzano l’intelligenza collettiva. Tratto da Quantifying collective intelligence in human groups di Woolley e altri.
L’aspetto molto interessante da rilevare è che i fattori legati al processo di collaborazione non solo sono i più importanti, ma pesano circa il doppio rispetto all’abilità dei singoli e questo è un risultato che tutti i manager o team leader dovrebbero tenere in considerazione.
Conclusioni
Considerato che gran parte del lavoro delle aziende viene svolto all’interno di gruppi, i manager e responsabili di team dovrebbero, come parte essenziale del proprio lavoro, avere ben chiaro quali siano i fattori che impattano maggiormente sulla performance. Certo avere un gruppo di persone molto preparate è un vantaggio: ma la ricerca scientifica ci ha mostrato che il modo in cui queste persone collaborano è più importante dell’abilità dei singoli. Questo è un concetto ampiamente accettato in ambito sportivo, dove spesso non è la squadra con i giocatori più forti a vincere ma quella dove l’allenatore è stato in grado di organizzare al meglio il lavoro di gruppo. Lo stesso dovrebbe accadere nei gruppi di lavoro aziendali dove il team leader dovrebbe ragionare più spesso come un coach sportivo: pretendere il massimo sforzo e impegno dai propri collaboratori non è sufficiente, anzi gli studiosi ci dicono che lo sforzo in sé è un fattore neutrale sulla performance del team. Quello che conta veramente invece è la capacità di trovare il ruolo che valorizzi le capacità dei singoli e favorire una strategia di coordinamento tra le persone nello svolgimento dei compiti. Per favorire l’intelligenza collettiva dei team, i responsabili devono quindi assomigliare sempre di più a dei coach sportivi.
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Bibliografia
Woolley, A.C e altri. Evidence for a Collective Intelligence Factor in the Performance of Human Groups. Science, 2010.
Woolley, A.C e altri. Quantifying collective intelligence in human groups. Proceedings of the National Academy of Science, 2021.

